"Sai meglio di me che siamo intricati,
capitoli lunghi e complicati,
lasciati sul dorso a testa in giù"
(Leggere parole-Perturbazione)
Fu difficile ammettere a sé stessa che una sensazione indomabile e irrazionale aveva sfiorato i suoi pensieri. Una sensazione non carnale avvolta dal profumo di fiori di campo e agitata come il fluttuare di onde che sfaldano la loro im-potenza contro uno scoglio.
Chi sei?
Sono il fiore e lo scoglio.
Cosa vuoi?
Tu mi hai colto da questo prato e hai gettato la tua acqua sulla mia nuda roccia. Dunque..
Cosa potrei volere io?
Hai strappato dalla terra il mio gambo e la mia roccia viene erosa dal tuo continuo sfaldarti su di me. Pensaci.
Distruzione? Ho questo potere?
Lo hai..
Maledetta Notte,
che la spintonò giù in un turbolente vortice.
Maledetto il risveglio,
che le soffocò il respiro.
Trema,
rigirandosi nella sua ingarbugliata mente
per la voglia, maledetta,
che la attanaglia e la combatte,
che desidera e che...
... ora lo vorrebbe con sé.
Lo sguardo correva veloce.
"Secondo mamma, in una famiglia il disordine deve prendere qualcuno, perché la vita è fatta così, un equilibrio fra i due, altrimenti il mondo si irrigidisce e si ferma. Se la notte noi dormiamo senza incubi, [...] se non abbiamo crisi di panico e non tentiamo di suicidarci, nè di buttarci dentro i cassonetti della spazzatura o di sfregiarci è merito di nonna, che ha pagato per tutti. In ogni famiglia c'è sempre uno che paga il proprio tributo perchè l'equilibrio fra ordine e disordine sia rispettato e il mondo non si fermi*".
Alzò il volto e strofinò gli occhi.
Fu nel mentre di quella notte che lei riuscì a trovare un suo equilibrio, un' armonia che avvertiva essere leggera nel tocco ma presente col calore: i muscoli del corpo iniziarono a muoversi e gli occhi a sbarrarsi e il cuore a pompare più in fretta e le vene le parevano scoppiare; sentiva il suo respiro profondo, espirava con forza l'aria, inspirandola, poi, lentamente.
Non aveva più sonno quella notta.
Chiuse il libro, lo ripose con cura sotto il cuscino, attendendo che l'agitato corpo finisse di sfumare il suo disordine.
*Mal di pietra di Milena Agus
Avrebbe potuto non agire, far rimanere le cose immutate, perchè no? anche tirarsi indietro e allontanarsi. Ma lei non l'ha fatto. Ha scelto la via che più la rendeva felice e la rasserenava. Ha voluto tenere con sé l'ancora di una nave, perchè preziosa e unica; non vorrebbe lasciarla andare, via, al largo, ma deve...
L'ha ammirata,dapprima, con sguardo inquisitorio ma con affetto. Gli vuole molto bene e vorrebbe che stesse sempre nel suo porto, quella nave, ma non può trattenerla, non ne ha diritto. Il mare chiama il navigante a sè. Giusto è che riparta e, giusto è che trovi la rotta.
Lei non vuole più "donare" del dolore,dei dubbi e delle insicurezze. Non vuole più che quel navigante sia triste, si senta solo e sia costretto ad acrobazie insicure e pericolose. Vorrebbe dargli un equilibrio e della serenità, vorrebbe che non si fingesse "clown", che sorridesse, vorrebbe stargli accanto e sostenerlo sempre...
Ma è pronta a subirne le conseguenze...
Dannata lei!
Con il tutù voltava su sé stessa e volava.
Spigliata e attenta, intelligente e acuta nei ragionamenti, condividevamo la stessa passione per la danza. La ricordo con ammirazione.
Lei che prima di cominciare la lezione salutava sempre con sorriso e la sua voce pareva squillare.
Lei che stava in prima fila accanto a me durante i saggi di danza; che abbronciava un po' il viso perchè desiderava tanto acconciarsi uno chignon, ma che poteva soltanto ordinare i capelli con del gel e tante forcine: erano troppo corti i suoi.
Amava vivere, amava studiare, amava stare con gli amici ed era ciò che la rendeva felice.
Lottava per le sue idee, contrastava chi le si opponeva con lealtà. L'ha sempre fatto, fino all'ultimo istante,soprattutto contro quella "presenza scomoda" che avevo preso a vivere dentro di lei, che giorno dopo giorno la affaticava, la debilitava. Ha cercato con caparbietà di contrastarla, riuscendo a stringere tra le mani una brillante laurea in ingnegneria aerospaziale e che presa la quale, dopo soltanto una settimana, quell'essere se l'è stretta a sé, se l'è portata via, spazzando sogni a chi non lo meritava...
... a lei che non c'è più e che aveva appena 23 anni.
Ti porterò sempre con me... Ciao Evelyn.
Avevo dimenticato questo blog.
Lo avevo sottovalutato nella convinzione che non avrei scritto più, perchè inutile.
Bugia.
Ho bisogno di scrivere e di scaricare nel "crisipedeo water" le tante turbolenze mentali, gli altalenanti picchi di gioia e le angoscie.
E' un su e giù continuo, senza tregua.
Io e la corda; quella corda che stringo forte con le mani per evitare cadute.
La lasciarei volentieri gettandomi a terra e correndo il pericolo di sbucciarmi le ginocchia. Poi metterò sopra del mercurio cromo.
Sò di esser sola, ma non me ne importa!
E' meglio che vada,
una nuotata è l'ideale...
A volte mi chiedo se tutto questo continuo lottare abbia un senso. Se ciò che vogliamo è essenzialmente la ricerca di noi stessi,il nostro bene, la nostra felicità a costo di sacrifici, di trasferimenti logistici, di sradicamenti,di brusche e repentine virate senza ritorno, di rotte incerte.
Già, le scelte includono tutto questo. Cambiare e percorrere altre direzioni, che ti allontanano da ciò che hai creduto esser certezza tempo prima.
Allora attendo. Sorrido e attendo di virare.
Stasera, però, non ne ho voglia. Forse la colpa è di queste zanzare che continuano a rondarmi attorno e il prurito alle gambe scoperte, che rinfresco, mi impegna.
Stasera so che non accadrà nulla ed evito, così, di poggiare il mento sul palmo della mano, di ipnotizzarmi al pendolo dell'orologio da muro e di fermarmi nell'attesa.
Stasera in equilibrio e in armonia.
Stasera finalmente la stabilità.
Perchè ora mi ritrovo in una camera delle tante case in cui ho messo piede. In una camera senza una persalità mia. Ed è questa la costante della mia vita, me ne convinco: vivere nel cambiamento continuo, costretta a sacrificare amici e felicità, alla continua ricerca di una me senza radici che non vuole farsi trovare.
Sì, in equilibrio.